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13 Gennaio 2009 |
Il Centro |
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| Dall’Aquila la musica per Marco Bellocchio. |
Verrà presentato stamani, al salone della Carispaq, il contributo sonoro- firmato Carlo Crivelli- alla produzione cinematografica di Marco Bellocchio. Il regista piacentino sta ultimando il suo nuovo film <<Vincere>>, con la colonna sonora dell’Orchestra Città Aperta .
Un progetto coordinato dal Maestro Crivelli, insieme al direttore artistico dell’Orchestra, Jonathan Williams. Un progetto interessante, che si sta svolgendo nel Teatro- studio di Fossa, che si avvale della collaborazione di musicisti del calibro della violinista britannica Gaby Lester.
Nei prossimi mesi, l’Orchestra sarà impegnata su più fronti, con percorsi multidisciplinari come l’International Master Class, che spesso si sovrappongono alla produzione cinematografica.
Non è certo la prima volta infatti che il compositore Carlo Crivelli firma una colonna sonora per Marco Bellocchio.Crivelli ha infatti collaborato con il regista nei film: “ Il Diavolo in corpo”, “La condanna”, “Il principe di Homburg”.
Importanti, inoltre, le collaborazioni con i Fratelli Paolo e Vittorio Taviani ( nel film “ Le Affinità Elettive” ), ma anche Manuel Pradal, Michele Placido e Zangh Yuan in Little red flowers.
Al Maestro è stato assegnato di recente il premio Cicognini come miglior colonna sonora per la musica del film “ Il 7 & l’8 “ di Avellino, Ficarra e Picone. Uno dei punti di forza dell’Orchestra è il fatto di avere come co-fondatore e direttore artistico il cornista Jonathan Williams. (fab.i.) |
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25 Ottobre 2008 |
Il Centro |
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| International Master Class |
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Il regista Marco Bellocchio all’International Master Class.
Sabato 25 Ottobre, nella sede della Fondazione Carispaq, presentazione del Master di perfezionamento all’ esecuzione e all’interpretazione musicale dal titolo International Master Class, organizzato dall’Orchestra Città Aperta con il Mestro Gaby Lester, il corso terminerà con un concerto alle ore 21 nell’Oratorio di Sant’Antonio dei Cavalieri de Nardis.
Interverrà il regista Marco Bellocchio nelle veste di ospite del Master e per presentare una breve anteprima della colonna sonora del nuovo film "Vincere" scritta dal Maestro Carlo Crivelli.
Saranno eseguiti brani di:
Mozart: Divertimento in Re Maggiore
Dvorak: Serenata per Archi Slow Movement
Vivaldi: Concerto per Fagotto
Vivaldi: Concerto per Quattro Violini
Carlo Crivelli: Vincere
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20 Marzo 2008 |
Abruzzo è Appennino |
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L’Orchestra Città Aperta:
le musiche dei film nascono nel cuore dell’Appennino abruzzese |
Nel centro di Fossa, tra le case e le stradine del piccolo comune abruzzese, proprio quando si fa sera e nella piazza la montagna sembra ancora più incombente incontriamo Carlo Crivelli, compositore, musicista e appassionato fondatore dell’Orchestra Città Aperta. Proprio qui nella sala Polifunzionale del Teatro La Fragolina sono state registrate le musiche del film di Ficarra e Picone, “Il 7 e l’8”, sono nate quelle di “Un viaggio chiamato amore” di Michele Placido e le colonne sonore di fiction di grande successo come “Salvo D’Acquisto” e “Virginia, la monaca di Monza” e di produzioni internazionali quali “Ginostra”, interpretata tra gli altri da Harvey Keitel e Andie Mac Dowell.
Crivelli ci guida lungo gli acciottolati di queste vie, parlando di musica, di cinema e della loro scommessa, la sua e degli altri fondatori, come “Jonathan Williams, uno dei più grandi cornisti del mondo, già primo corno della BBC Symphony Orchestra e attuale primo corno della Chamber”: hanno scelto di istituire un Centro di produzione di colonne sonore, che possa contendersi il mercato con l’estero, in questo borgo nel cuore dell’Abruzzo aquilano.
“Ormai gran parte delle colonne sonore e non soltanto italiane vengono prodotte, almeno a partire dagli ultimi 15 anni a Sofia, a Budapest, a Praga: per via dei costi e per la mancanza di logistica. Mancano sedi idonee per la registrazione di Orchestre di musica sinfonica, e quelle delle grandi città in Italia hanno costi esorbitanti, che non reggono la concorrenza estera”. Ma ci sono anche altre ragioni, artistiche e culturali che presiedono alla scelta, alla piccola e tenace utopia di registrare musiche dei grandi film internazionali in una piccola sede periferica. Scegliere di rimanere in Italia, intanto, privilegiando i piccoli centri delle nostre comunità, quello che si definisce il territorio, esprime una linea di demarcazione culturale, una visione del mestiere di musicista in cui il professionismo - “i turnisti sono sempre un po’ dei mercenari”- non si scinde mai con un comune sentire, con quello che in altri tempi si chiamava sintonia, artistica e umana.
“ Anche la possibilità di poter registrare e incidere rimanendo all’interno dei confini italiani, o addirittura, nella mia terra – si appassiona Crivelli – ha contato nel progetto di Città Aperta: io sono un romano di origine abruzzese, sono nato a Gessopalena, vivo all’Aquila; vorrei dimostrare che da qui si può fare cultura, grande musica, sinfonie in cui gli orchestrali tornino a sentirsi protagonisti consapevoli”. E magari anche appassionati, professionisti straordinari e non soltanto freddi esecutori di quel miracolo chiamato sinfonia, perché la colonna sonora di un’opera cinematografica o televisiva suona come una sinfonia di Mahler, vuole lo stesso approccio e metodo che richiede il grande sinfonismo. “Le colonne sonore non prevedono le prove, sono musica sinfonica, jazz, rock. Musica etnica”. E ci vogliono esecutori e musicisti di livello, richiedono competenza, professionalità ed esperienza.
D’altra parte, da questo punto di vista, a scorrere i nomi del sodalizio che compone l’Orchestra emergono personalità di grande prestigio, oltre allo stesso Crivelli e al già ricordato Williams, figurano artisti, da Antonio Anselmi primo violino dei Musici e della Chamber Orchestra of Europe a Gaby Lester che ha inciso a Londra le colonne sonore di film quali “Il codice da Vinci” e “Troy”, tutti di fama, spessore e personalità.
Dal 2004, dunque, Crivelli e la sua Orchestra hanno trovato ospitalità nel comune di Fossa, “l’unica amministrazione che ha mostrato interesse e concreta attenzione alla nostra proposta. Per il resto, invece, purtroppo dobbiamo registrare una totale indifferenza da parte delle Istituzioni, sia politiche che culturali. E questo sinceramente dispiace, tenendo conto che in fondo non chiediamo finanziamenti esorbitanti, e che soprattutto la promozione indiretta di un progetto come il nostro risulterebbe di grande richiamo anche sul piano turistico e promozionale”. Da allora hanno inciso a Fossa musiche per i grandi successi internazionali, hanno promosso eventi, alcuni di assoluto valore e originalità. Come il concerto dello scorso autunno, in occasione della presentazione del film “Il 7 e l’8”, organizzato nella sala consiliare del Comune, che ha visto la partecipazione dei musicisti orchestrali e degli stessi Ficarra e Picone; oppure come il Progetto Chaplin, istituito dalla Lanterna Magica e dalla Barattelli dell’Aquila che ha proposto la proiezione dei film del grande Charlot, Tempi moderni, Luci della città e Il circo, con l’accompagnamento musicale dal vivo dell’Orchestra Città Aperta, cinquanta elementi per l’occasione: “un lavoraccio – sorride al ricordo Carlo Crivelli – perché la partitura di un concerto del genere è terribile, c’è un metronomo velocissimo e il pericolo del fuori sincrono è sempre in agguato”.
La sera si è inoltrata. Arriviamo al teatro, scendiamo lungo i selciati delle stradine, poche persone, qualche cenno di saluto, sommesso ma ospitale, perché si usa così, si saluta sempre quando s’incontrano per strada i forestieri, per antica abitudine e consuetudine. Davanti alla Sala della Fragolina Crivelli ci parla dei progetti per il futuro, di una colonna sonora per il prossimo film di Marco Belloccio, autore con cui lui ha lavorato sin dall’85, ai tempi del “Diavolo in corpo”, una collaborazione che è andata avanti fino a “L’ora di religione”. Adesso questo nuovo lavoro. Ci racconta di una produzione internazionale con il giovane regista, premiato a Venezia nel 99, Zhang Yuan per il film Little red Flowers (La guerra dei fiori rossi), ci parla di Ennio Morricone e della musica sinfonica in Abruzzo “che non la fa più nessuno, al massimo fanno il Barocco”.
Ma soprattutto, guardandosi attorno, verso le case e i tetti e i balconcini che chiudono gli scorci di Fossa, ripete che forse solo in posti così suonare e incidere assume un significato. Perché nascono le sintonie, le alchimie. E in fondo perché a Roma o in una grande metropoli europea, forse, l’idea dell’Orchestra Città Aperta non avrebbe senso.
di Antonio Di Fonso
Info: www.abruzzoeappennino.com |
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